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Politica

Vicenda finti volontari a Ragusa, i Cinque Stelle: "Cassì e la sua Giunta si dimettano in blocco"

La presa di posizione della rappresentante cittadina dei pentastellati Najla Hassen

14 Marzo 2026, 10:19

10:21

Vicenda finti volontari a Ragusa, i Cinque Stelle: "Cassì e la sua Giunta si dimettano in blocco"

Najla Hassen

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“C’è una sola parola che il sindaco Cassì e la sua giunta dovrebbero pronunciare: dimissioni”.

È l’affondo di Najla Hassen, referente cittadina del M5S di Ragusa, sulla controversa vicenda dei “volontari”.

“Leggere frasi come ‘per convenienza nostra su alcune cose si sono chiusi gli occhi, ora non potrà più essere così’ o ancora ‘fino a quando è andata bene e nessuno ha fatto notare nulla siamo andati avanti, oggi i tempi sono cambiati’, lascia interdetti. Da queste affermazioni traspare un paradosso: la vittima diventa colpevole e l’Amministrazione si auto-assolve, sostenendo di aver ‘chiuso un occhio’ solo per aiutare i lavoratori”, prosegue la rappresentante pentastellata.

“Noi, al contrario, ribadiamo con forza che la colpa non è di chi ha bisogno di portare il pane a casa, ma di un sistema distorto che questa Amministrazione ha alimentato, sfruttando lo stato di necessità delle persone”.

Nel mirino anche l’assessore Digrandi: “Le dichiarazioni dell’assessore Digrandi, che afferma di non essere al corrente dei fatti, appaiono palesemente inverosimili. Chi intende amministrare la città o ricandidarsi alle prossime tornate elettorali non può utilizzare la menzogna per coprire i propri errori; dovrebbe, invece, avere il coraggio di ammetterli e rassegnare le dimissioni”.

Hassen richiama poi le scelte di bilancio di Palazzo: “È bene che i cittadini ragusani ricordino che questa Amministrazione ha trovato le risorse per raddoppiare gli stipendi di Sindaco e Giunta e per retribuire esperti esterni nei settori cultura e turismo. Eppure, quando si tratta di tenere aperti i musei, gli impianti sportivi e le strutture culturali, si affida esclusivamente al volontariato”.

Né il riferimento al Partenariato Pubblico-Privato per la gestione del Castello di Donnafugata, aggiunge, può essere speso come alibi: “Non era un tentativo per tutelare i lavoratori con un inquadramento dignitoso, ma era un tentativo di altra natura e che presentava chiare irregolarità”.

Da qui la richiesta di un cambio di rotta: “L’Amministrazione ha il dovere di trovare i fondi per assumere e pagare adeguatamente il personale necessario. Se le risorse non dovessero esserci, allora anche la Giunta e gli esperti esterni dovrebbero prestare servizio gratuitamente, restituendo i propri compensi alle casse comunali. I soldi devono esserci per tutti, attraverso una redistribuzione equa delle risorse cittadine; in caso contrario, si tratta solo di opportunismo a vantaggio di pochi privilegiati”.

La conclusione è una stoccata: “Quante altre questioni, che magari ancora non sono emerse, hanno visto questa Amministrazione operare in questo modo? È davvero meglio che Cassì e i suoi tolgano il disturbo, una volta per tutte”.