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LA RELAZIONE

Ecco gli “impresentabili” alle elezioni, l'Antimafia boccia 5 candidati siciliani: nomi e accuse

La commissione nazionale ha reso noti oggi i nomi di candidati e candidate la cui decisione di correre alle elezioni amministrative violerebbe il codice di autoregolamentazione

19 Maggio 2026, 18:07

21:34

Assessori in Comuni sciolti per mafia, bancarotte e truffe: ecco perché per l'Antimafia in Sicilia ci sono cinque "imprensentabili"

Impresentabile è diverso da incandidabile, ma certo non è un bollino che fa piacere. L'ha attribuito oggi la Commissione nazionale antimafia a 28 fra candidate e candidati alle prossime elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, la cui scelta di sottoporsi al voto degli elettori violerebbe il Codice di autoregolamentazione delle candidature. E fra i nomi individuati dai parlamentari di Camera e Senato i siciliani sono cinque: Luigi Gentile, candidato alla carica di sindaco nel Comune di Agrigento; tre degli aspiranti primi cittadini di Randazzo, Freddy Pillera, Cettina Foti e Gianluca Anzalone; e un candidato al Consiglio comunale sempre di Randazzo, Emilio Emanuele La Piana.

La presidente della commissione, Chiara Colosimo, ha letto oggi l'elenco in commissione. Degli 894 Comuni che vanno al voto in tutt'Italia, ne sono stati analizzati 35, su indicazione dell'ufficio di presidenza. Fra questi, naturalmente, ci sono quelli che affrontano l'appuntamento elettorale per la prima volta dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per il sospetto di infiltrazioni della mafia, come nel caso di Randazzo, in provincia di Catania.

In base a quanto riportato dall'Antimafia nel suo elenco, primo degli impresentabili siciliani è Luigi Gentile, aspirante sindaco di Agrigento, sostenuto dalle liste della Democrazia cristiana, Noi moderati-Sud chiama nord, Lega, e dalla civica Gentile sindaco. «Nei confronti del predetto candidato - scrive la commissione - il giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Agrigento ha disposto, il 12 marzo 2021, il rinvio a giudizio per il reato di bancarotta fraudolenta». Sottolinea la commissione che il processo è ancora in corso e che la prossima udienza è fissata per il 21 maggio 2026, dopodomani. 

«Trovo alquanto surreale - commenta Gentile, difendendosi - che venga contestata un’interpretazione normativa sull’approvazione di bilanci societari risalente tra l’altro al 2007 e di cui sono certo che verrà pronunciata sentenza di assoluzione, peraltro legata alla mia attività libero professionale nell’ambito di un collegio sindacale. Pertanto non mi faccio mettere la lettera scarlatta da nessuno, aspettando sereno e fiducioso il buon esito del procedimento». 



Un po' peggio va ad Alfio Pillera, aspirante primo cittadino di Randazzo. La città, gioiello medievale in provincia di Catania, ha vissuto lo scioglimento per mafia del Comune il 26 gennaio 2024, quando il sindaco era Francesco Sgroi (dichiarato incandidabile anche dalla Cassazione a marzo 2026). Dopo 18 mesi di commissariamento, prorogati per altri sei, Randazzo va al voto con cinque candidati. Uno dei quali è Pillera, appunto, che finisce nell'elenco della Commissione perché rinviato a giudizio, di fronte al tribunale di Patti, «per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche (art. 640-bis c.p.) aggravato ai sensi dell’articolo 416-bis». Cioè il metodo mafioso. Ricorda la Commissione che il procedimento è pendente e che la prossima udienza è fissata per il 27 maggio. Ci sarebbe poi un altro rinvio a giudizio, sempre a carico di Pillera, per accesso abusivo al sistema informatico: prossima udienza a settembre 2026.

«Freddy Pillera gode in pieno del diritto di elettorato attivo e passivo e come tale è candidabile a ricoprire cariche pubbliche non sussistendo alcuna causa ostativa. Il procedimento penale pendente presso il tribunale di Patti è la fotocopia del procedimento cosiddetto “Nebrodi 1” in cui tanto l'aggravante ex art 416 bis quanto il presunto onere in capo ai responsabili dei Caa (centri assistenza agricoli) di verificare l’autenticità dei titoli di proprietà e/o di affitto dei terreni agricoli presentati dai clienti che chiedono aiuti comunitari è stata ritenuta insussistente dalla Corte di Appello di Messina, che ha prosciolto gli imputati che ricoprivano il medesimo ruolo all'epoca ricoperto dal Pillera», è la replica dell'avvocato del candidato, Dario Maria Pastore.





Sempre a Randazzo sarebbero impresentabili anche Gianluca Anzalone e Cettina Foti, adesso aspiranti sindaci rivali, ma entrambi assessori del Comune al momento dello scioglimento. Stessa ragione per cui viene definito impresentabile l'aspirante consigliere comunale Emilio Emanuele La Piana. «Non accetto l'etichetta di "impresentabile" perché non ho procedimenti penali in corso né condanne, come risulta dal mio casellario giudiziale e dal certificato dei carichi pendenti, entrambi nulli», garantisce La Piana, che aggiunge: «Ho lavorato sempre, nei diversi ruoli ricoperti, con onestà e spirito di servizio».

«Non sono mai stata coinvolta in inchieste o procedimenti, né ho mai avuto alcun ruolo nei fatti che hanno portato allo scioglimento del Comune di Randazzo», replica Foti in una nota diffusa alla stampa. E commenta ancora: «I cittadini di Randazzo sapranno riconoscere la differenza tra un’etichetta o un titolo e il lavoro concreto svolto sul territorio». 

A difesa di Foti interviene addirittura l'europarlamentare di Forza Italia, che è anche segretario azzurro per la provincia di Catania, Marco Falcone. «Le valutazioni basate su codici di autoregolamentazione non possono essere sovrapposte né equiparate a sentenze o accertamenti giudiziari. È bene evitare ogni forma di strumentalizzazione che rischi di alterare il confronto democratico e di offuscare ingiustamente figure impegnate nella vita pubblica della propria città», si legge in una nota diffusa dal suo ufficio stampa.

«Tengo a chiarire con assoluta trasparenza che il mio casellario giudiziale è pulito, non ho carichi pendenti e non sono indagato per alcun reato. Inoltre, il mio nome non compare in alcun passaggio della relazione prefettizia», interviene anche Gianluca Anzalone. «Per quanto mi riguarda - puntualizza poi - questa vicenda rappresenta anzi uno stimolo ulteriore a portare avanti un’azione amministrativa improntata alla legalità e al rigore, senza sconti per nessuno, alla luce di quanto la nostra comunità ha vissuto negli ultimi anni. Continuerò la mia battaglia politica a testa alta, con la serenità di poter guardare negli occhi i miei concittadini e con Randazzo nel cuore».