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Ispica verso il ballottaggio, Muraglie: "Il Pd? Mi addolora vederlo in questo stato"

Il candidato a sindaco che ha superato il primo turno chiarisce quali sono le proprie strategie in vista delle elezioni del 7 e 8 giugno

29 Maggio 2026, 07:35

07:40

Ispica, the engines are revving up: Pierenzo Muraglie is also running for office.

Il candidato al ballottaggio Pierenzo Muraglie

Muraglie, lei è di nuovo al ballottaggio. Come si prepara a questa sfida?
«Con grande serenità e con la consapevolezza che la nostra forza è la squadra. Stiamo definendo l’assetto assessoriale e lo ribadisco: non faremo alcun apparentamento. Lo abbiamo detto in tutte le salse. Si vince o si perde con chi è stato con noi sin dal primo momento. Non avrebbe senso rinunciare a chi ha lavorato per anni al progetto solo per un accordo dell’ultimo minuto. La città deve scegliere chi vuole governare, e noi ci presentiamo così, compatti e coerenti.»

Quindi nessun accordo tecnico, nemmeno per ragioni numeriche?
«No. Un apparentamento tecnico significherebbe penalizzare i nostri ragazzi, quelli che hanno creduto nel progetto e che meritano di essere protagonisti. E significherebbe anche rinunciare a un eventuale premio di maggioranza che spetterebbe ai nostri consiglieri. Non avrebbe logica. Preferiamo andare avanti con la nostra squadra, pronti a recepire ogni proposta utile per la comunità, ma senza snaturarci.»

Ha parlato spesso del suo rapporto con il deputato Ignazio Abbate. Che ruolo ha avuto in questo percorso?
«Con Ignazio c’è prima di tutto un rapporto personale, di affetto e di amicizia. È un legame umano, prima ancora che politico. Poi c’è il rapporto istituzionale, che in questi anni ha portato risultati concreti per Ispica. Rivendico con forza questa collaborazione: da quel rapporto sono nate tante cose belle per la città. E aggiungo una cosa: qualcuno ha provato a denigrarmi associandomi a contesti politici con cui non ho nulla a che fare. Io non ho mai avuto rapporti con la Democrazia Cristiana di Cuffaro, mai partecipato a riunioni, non gli ho mai stretto la mano. È stato un tentativo di gettare ombre, ma non ha senso. Il mio percorso è limpido.»

Una riflessione è d'obbligo anche sul risultato del Partito Democratico. Le pesa esserne fuori?
«Mi addolora, sì. Quel partito l’ho fondato io a Ispica. Sono stato il primo segretario, il primo capogruppo, ho ricoperto ruoli amministrativi importanti in quota Pd. È stata un’esperienza totalizzante. Vederlo oggi ridotto a ciò che è, con congressi dove votano meno di cinquanta persone, mi dispiace profondamente. Non è più il partito che conoscevo. Per questo ho scelto una lista civica: perché quel Pd non esiste più. Ma il rammarico resta.»

Cosa l’ha colpita di più in questa campagna elettorale?
«La conferma del legame fortissimo con la gente. I tremila voti lo dimostrano. Dal 2020 al 2026 non si è mai interrotto il rapporto con i cittadini: siamo stati un punto di riferimento costante, con un’opposizione responsabile e costruttiva. Questo legame è la nostra forza.»

E cosa invece l’ha amareggiata?
«Alcuni attacchi denigratori. Non mi soffermo, ma ci sono stati episodi spiacevoli. Ho ricevuto, anche, sortite (chiamiamole così) spiacevoli a 24 ore dalla chiusura della campagna elettorale. Interventi irrituali e fuori luogo. Non voglio alimentare polemiche, ma certe cadute di stile si potevano evitare.»

Si è parlato molto di voto disgiunto. L’ha penalizzata?
«In parte sì, ma è fisiologico. Le nostre liste erano molto strutturate, altre meno. In una città come Ispica, dove ci conosciamo tutti, è normale che ci siano dinamiche familiari, di amicizia, di vicinato. Non credo ci siano stati tradimenti. Sono dinamiche tipiche di un centro di 16mila abitanti.»

Si aspettava Serafino Arena come avversario al ballottaggio?
«Si percepiva che la differenza tra i candidati fosse minima. Poteva spuntarla anche Paolo Monaca. Alla fine sono stati poco più di duecento voti. È stata una competizione equilibrata.»

Nel 2015 vinse al ballottaggio, nel 2020 fu battuto al primo turno. Che cosa ha imparato da quelle esperienze?
«Nel 2015 la spuntai su Monaca, nel 2020 Leontini mi superò al primo turno. È stata una lezione importante. Ho capito che non bisogna lasciare indietro nessuno. Chi c’è stato sin dall’inizio deve continuare a essere protagonista. La squadra viene prima di tutto. E oggi siamo più compatti che mai.»

Qual è il messaggio che vuole dare agli elettori in vista del ballottaggio?
«Siamo gli stessi di sempre, con la stessa passione e la stessa coerenza. Non cerchiamo scorciatoie né accordi di convenienza. O si vince o si perde insieme, ma sempre con dignità e rispetto per la città. La scelta ora è nelle mani degli ispicesi.»