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Marina di Ragusa e la movida, i Giovani democratici: "Cassì sceglie l'ennesima ordinanza invece di una strategia"

Lo Presti: "Questo fenomeno non può essere considerato una emergenza"

30 Maggio 2026, 16:23

16:30

Marina di Ragusa e la movida, i Giovani democratici: "Cassì sceglie l'ennesima ordinanza invece di una strategia"

Daniele Lo Presti dei Giovani democratici

Con l’avvio della stagione estiva, il Comune di Ragusa ha rinnovato l’ordinanza antibivacco per Marina di Ragusa. Una scelta che suscita la critica dei Giovani Democratici.

“Anche quest’anno, all’avvio della stagione estiva, l’Amministrazione comunale sceglie di affrontare il tema della movida a Marina di Ragusa con il rinnovo dell’ordinanza antibivacco. Una decisione che conferma un approccio ormai consolidato: intervenire con misure emergenziali su un fenomeno che, invece, è strutturale e perfettamente prevedibile”, dichiara Daniele Lo Presti, esponente dei GD di Ragusa.

“La movida – continua – non è un’emergenza. Ogni estate migliaia di persone frequentano Marina di Ragusa, attratte dall’offerta turistica, commerciale e ricreativa del territorio. La vera domanda che l’Amministrazione dovrebbe porsi è: come organizziamo una località che ogni estate ospita decine di migliaia di persone? Da anni il dibattito si concentra esclusivamente sugli effetti: rumore, rifiuti, assembramenti e difficoltà di convivenza con i residenti. Molto meno si discute delle cause. Se migliaia di persone vengono concentrate sempre negli stessi punti, tra Piazza Torre, il lungomare, le vie del centro e l’area del porto turistico, senza una pianificazione adeguata degli spazi pubblici e dei servizi, le criticità diventano inevitabili”.

Per Lo Presti non è sufficiente ricorrere ai divieti: “Non basta vietare. Serve organizzare. Vuol dire programmare prima dell’estate, individuare più luoghi di aggregazione distribuiti sul territorio, valorizzare le aree pubbliche già esistenti, prevedere eventi e iniziative capaci di non concentrare tutto negli stessi luoghi e rafforzare i servizi nelle ore di maggiore presenza. Più cestini, pulizia notturna, bagni pubblici adeguati, illuminazione, controlli e trasporti serali non sono dettagli, ma strumenti essenziali per tenere insieme socialità, decoro e vivibilità”.

Insistere solo su ordinanze e divieti, sottolinea, significa limitarsi a gestire gli effetti senza intervenire sulle cause: il provvedimento antibivacco può rispondere a esigenze immediate, ma non può diventare, di anno in anno, l’unica soluzione dell’Amministrazione.

Secondo i Giovani Democratici, la questione rimanda più in generale al rapporto tra spazio pubblico, turismo e qualità della vita. “Da tempo – prosegue Lo Presti – il Partito Democratico e con lui i GD richiamano l’attenzione sulla necessità di tutelare e valorizzare gli spazi pubblici del nostro litorale. Il tema delle spiagge libere va nella stessa direzione: quando lo spazio pubblico si riduce o non viene organizzato, la fruizione collettiva diventa più difficile e cresce lo squilibrio tra ciò che resta accessibile a tutti e ciò che viene affidato prevalentemente ai circuiti privati. Lo stesso accade nella vita urbana serale. Se gli spazi pubblici non sono adeguatamente organizzati, accoglienti e distribuiti, la socialità si concentra inevitabilmente in pochi punti o viene spostata quasi esclusivamente all’interno dei locali privati. Non è una critica agli operatori economici, che svolgono un ruolo importante per Marina di Ragusa, ma alla mancanza di una regia pubblica capace di costruire equilibrio”.

La conclusione è un invito a cambiare impostazione: “Marina di Ragusa non ha bisogno di scegliere tra turismo e qualità della vita dei residenti, ma ha bisogno di una strategia che renda compatibili entrambe le esigenze. Le ordinanze possono essere una risposta temporanea, ma non sostituiscono una visione. Governare significa programmare, non rincorrere i problemi quando si sono già presentati”.