Attualità
Vittoria, bocciato il rendiconto in aula: ed è scontro politico
L'assessore Prelati: "L'opposizione affossa la città e ne è pure lieta"
La seduta di questa sera in Consiglio comunale si è chiusa con un esito pesante: il Bilancio di Rendiconto finanziario non ha ottenuto i voti necessari per essere approvato. Solo otto i favorevoli, insufficienti per superare il voto dell’aula. L’opposizione ha motivato il proprio no parlando di «poca chiarezza nei numeri», mentre la maggioranza ha denunciato un atteggiamento che, a loro dire, mette a rischio la stabilità finanziaria dell’ente. Lo scontro politico non si è fatto attendere e il clima si è rapidamente surriscaldato.
Tra le reazioni più dure c’è quella dell’assessore Fabio Prelati, che parla senza mezzi termini di una scelta che danneggia la città. «Affossato il Bilancio di Rendiconto finanziario e affossata la città», commenta, sottolineando come la bocciatura non sia solo un atto politico, ma un colpo diretto alle casse comunali. «Se ne vantano pure! Ne sono lieti!», aggiunge con evidente amarezza, riferendosi ai toni soddisfatti che alcuni consiglieri avrebbero mostrato dopo il voto.
Prelati mette in guardia sulle conseguenze concrete della mancata approvazione: «Milioni di euro in meno per le casse comunali e il rischio di ritardare o perdere finanziamenti del PNRR per opere pubbliche fondamentali». Un allarme che riguarda interventi già programmati e altri in fase di definizione, che potrebbero subire rallentamenti o addirittura essere compromessi.
Dall’altra parte, i gruppi di opposizione ribadiscono che il loro voto contrario nasce da una valutazione tecnica e politica: i numeri del rendiconto, sostengono, non sarebbero stati sufficientemente chiari e trasparenti. Una posizione che ha alimentato ulteriormente il confronto serrato in aula.
La serata si chiude così, tra accuse incrociate e preoccupazioni per il futuro immediato dell’ente. La bocciatura del rendiconto apre ora uno scenario complesso, che richiederà nuovi passaggi amministrativi e un confronto politico che si annuncia tutt’altro che semplice. Prelati, intanto, ribadisce la sua posizione: «Il danno non è per l’amministrazione, ma per la città. E questo dovrebbe pesare sulla coscienza di chi ha scelto di bloccare un atto indispensabile».