Attualità
"La città di Pozzallo tra degrado e propaganda"
Il locale circolo di Sud chiama Nord non fa sconti all'indirizzo dell'amministrazione comunale
Un’immagine diffusa sui social restituisce il profilo di una città ferita, trascurata e lasciata al proprio destino. È il ritratto di Pozzallo che emerge dall’ultimo, durissimo affondo del Circolo locale di “Sud chiama Nord”, che accusa la giunta di una gestione fallimentare, ridotta a mera messinscena in chiave elettorale.
Denunce e testimonianze di residenti, raccolte da giorni, descrivono un contesto urbano segnato dal degrado e da una diffusa sensazione di abbandono.
L’elenco delle criticità è ampio e tocca pressoché ogni ambito della vita cittadina: sosta selvaggia dei camper, incuria del cimitero, fino a strade dissestate e pericolose. Vengono segnalati inoltre il parcheggio abusivo di semirimorchi nello slargo adiacente al porto, cantieri lasciati a metà, parchi giochi devastati dai vandali e la controversa “spiaggia” sorta all’interno dell’area portuale.
Sullo sfondo, un traffico nel centro ormai fuori controllo e il malcontento dei commercianti, costretti a operare in un contesto poco attrattivo per i visitatori, aggravato da una speculazione che avrebbe reso Pozzallo una delle mete più costose della provincia.
A compromettere il decoro contribuiscono anche la mancata scerbatura delle vie — pur prevista dal capitolato d’appalto per la raccolta dei rifiuti — e la crescente presenza di blatte e ratti in diversi quartieri.
Da qui l’interrogativo posto dal movimento: dove sono gli assessori? Una domanda resa più pressante dall’assenza del sindaco nelle ultime settimane, dovuta a noti motivi di salute. Secondo il Circolo, mentre la città soffre, una parte della politica preferirebbe mostrarsi altrove, tra brindisi, inaugurazioni e promesse dell’ultima ora.
Con le amministrative alle porte, si assisterebbe al consueto risveglio dal torpore istituzionale, tra annunci di interventi “miracolosi” e consigli interessati dispensati anche da chi non ricopre alcun incarico. Emblematica, in tal senso, l’inaugurazione in pompa magna della ruota panoramica, con tanto di taglio del nastro alla presenza dei “pezzi grossi” locali: un paradosso, sottolinea la nota, poiché non si tratta di un’opera pubblica comunale.
Il rischio, già temuto cinque anni fa, è quello di coprire le crepe strutturali con una mano di vernice fresca. Ma l’imbianchino che nasconde i difetti senza ripararli non risolve il problema, lo dissimula. Pozzallo, incalza “Sud chiama Nord”, non ha bisogno di maquillage politico, bensì di visione, responsabilità e interventi tangibili.
Le priorità sono definite e impongono risposte immediate su tre fronti: la bonifica della “pozza” di Raganzino, il recupero di Torre Cabrera e la manutenzione della rete viaria, minata da buche ed erbacce.
L’ultimo affondo riguarda lo scarto tra propaganda e qualità dei servizi. Mentre si celebrava lo scalo in porto di uno yacht di lusso — i cui ospiti hanno comunque preferito visitare la Valle dei Templi e il Val di Noto, ignorando Pozzallo — emerge una carenza strutturale giudicata imbarazzante: lo stato dei bagni pubblici. A Raganzino e in piazzetta delle Sirene i servizi risultano inutilizzabili o adibiti a deposito; sul lungomare Pietre Nere sono distrutti; di fronte alla Colonia Marina resiste una struttura definita “di fortuna”. Dettagli che, per una città che si proclama turistica, misurano il reale grado di civiltà e accoglienza.
La conclusione del Circolo “Sud chiama Nord” è un appello alla dignità e al pragmatismo: Pozzallo merita cura quotidiana e una classe dirigente capace di affrontare i problemi reali senza rifugiarsi nella scenografia delle inaugurazioni. “Il tempo delle toppe è finito”, afferma la nota: chi oggi siede a Palazzo di Città o in Consiglio comunale ha il dovere di dimostrare con i fatti, e non domani, la volontà di servire davvero la comunità.