Attualità
Guardia medica a Modica Alta, il Pd: "Scelta miope il trasferimento"
Il segretario Stornello: "La nostra piena e incondizionata solidarietà ai cittadini residenti in zona"
«Il trasferimento della Guardia Medica di Modica Alta, comunicato ai cittadini nel modo più surreale e inaccettabile — ovvero tramite un cartello affisso nottetempo, senza alcun preavviso nè informazione ufficiale — è la conferma plastica di un modo di amministrare che da troppi anni volta le spalle al centro storico e alle fasce più fragili della popolazione». Lo dichiara in una nota il segretario del circolo del Partito Democratico di Modica, Francesco Stornello, commentando la chiusura del presidio sanitario nella parte alta della città.
«Esprimiamo innanzitutto la nostra piena e incondizionata solidarietà ai residenti di Modica Alta – continua Stornello – privati dall'oggi al domani di un servizio essenziale. Parliamo di un quartiere storico, assai popoloso, quello con la popolazione mediamente più anziana, dove molte famiglie e persone sole sono prive di mezzi di trasporto privati. Costringerle adesso a raggiungere una sede lontana e difficilmente accessibile, specialmente nelle ore notturne, è una decisione che rasenta la crudeltà sociale. Il metodo, prima ancora del merito, rappresenta uno schiaffo alla comunità: le scelte che incidono direttamente sul diritto costituzionale alla salute non possono calare dall'alto, nel silenzio generale, senza una transizione ordinata e senza il minimo rispetto per i cittadini».
Entrando nel merito della vicenda, il Partito Democratico fa chiarezza sulle responsabilità politiche dell'operazione. Sebbene il provvedimento dell'ASP si iscriva formalmente nella riorganizzazione dell'assistenza territoriale prevista dal DM 77/2022 — che prevede il trasferimento del servizio di continuità assistenziale all'interno delle Case di Comunità — l’errore sta a monte.
«La scelta di dove collocare la Casa di Comunità è figlia della totale miopia della passata amministrazione guidata dall'allora sindaco Ignazio Abbate. Fu quella amministrazione – spiega il segretario dem – a condannare di fatto Modica Alta, rinunciando a individuare nella parte alta della città una struttura idonea, come ad esempio l' ex Ospedale San Martino, indicato tra gli altri dal PD, che avrebbe potuto ospitare la Casa di Comunità, ridando centralità, economia e servizi a un quartiere di oltre diecimila abitanti. Il risultato odierno è tanto paradossale quanto emblematico: si lascia sguarnita la zona più bisognosa di servizi per concentrarli e duplicarli al Sacro Cuore, a pochissime centinaia di metri dall'Ospedale Maggiore e dal suo Pronto Soccorso, dove l'assistenza è già garantita. Si raddoppia dove non serve e si crea il deserto dove il bisogno è vitale».
Per i democratici di Modica, questo episodio è la dimostrazione della totale assenza di una visione complessiva della città, della sua geografia e delle sue reali esigenze demografiche. Lo smantellamento della sanità nel cuore di Modica Alta è il segno più doloroso di una desertificazione che il partito si è impegnato a contrastare.
«Il nostro impegno per Modica Alta è immediato e concreto – conclude Francesco Stornello –. Attiveremo formali iniziative in tutte le sedi competenti affinchè l'Amministrazione comunale e i vertici dell'ASP di Ragusa individuino con urgenza una soluzione tampone o alternativa per restituire al quartiere un presidio medico di prossimità. Il diritto alla salute, sancito dall'articolo 32 della Costituzione, è universale e non può dipendere dal quartiere in cui si sceglie di vivere».