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Attualità

Demanio marittimo a Pozzallo, Sinistra italiana a muso duro

"Nei fatti reticente il primo cittadino durante la seduta aperta del consiglio comunale, assente la giunta"

21 Giugno 2026, 00:39

00:40

Spiagge contese, Pozzallo chiede una pausa di riflessione sulle nuove concessioni

Una delle spiagge di Pozzallo

Il Consiglio comunale aperto del 15 giugno, che avrebbe dovuto rappresentare un passaggio di trasparenza, chiarezza e assunzione di responsabilità sulle scelte politiche e amministrative legate all’aumento delle concessioni balneari a Pozzallo, si è rivelato incapace di sciogliere i nodi principali, alimentando invece interrogativi e rafforzando perplessità già diffuse tra cittadini e associazioni.

Sinistra Italiana ribadisce anzitutto un principio democratico non negoziabile: trasformare questa vicenda in una “caccia alle streghe” contro gli operatori economici è un errore grave e fuorviante.

Il circolo condanna senza riserve gli insulti e le pesanti invettive rivolte ai titolari dei lidi, fino ad augurare calamità naturali, tsunami e danni materiali alle loro attività. Si tratta di condotte inaccettabili, estranee alla cultura democratica e indegne del confronto pubblico.

Se un imprenditore ha ottenuto una concessione nel pieno rispetto delle norme e, forte di quel titolo, ha investito risorse e lavoro, non può essere indicato come responsabile delle decisioni del Comune. Le responsabilità, come spesso accade, vanno cercate altrove.

Proprio su questi aspetti gestionali, il Consiglio comunale aperto ha mancato l’appuntamento con la trasparenza. In aula si è registrata l’assenza totale della Giunta municipale, mentre il Sindaco ha scelto di trincerarsi dietro una linea difensiva che ha ricondotto ogni responsabilità politica al Consiglio comunale. Una ricostruzione che Sinistra Italiana giudica parziale e del tutto insufficiente.

La mozione di indirizzo approvata dall’aula, infatti, non avrebbe potuto produrre alcun effetto concreto senza i successivi e decisivi atti amministrativi della Giunta. È impossibile ignorare il ruolo attivo dell’esecutivo nel percorso che ha portato alla modifica del Piano di Utilizzo del Demanio Marittimo (PUDM) e al conseguente incremento delle concessioni.

Restano inoltre questioni puntuali ancora senza risposta. Occorre chiarire, ad esempio, perché, a fronte di quattro nuove concessioni, il contenzioso amministrativo sia stato avviato soltanto contro due di esse, per di più presentate cronologicamente prima delle altre. Resta oscuro anche il motivo per cui, dopo aver ottenuto una pronuncia favorevole, l’Amministrazione comunale abbia improvvisamente rinunciato a proseguire il giudizio, sostenendo i costi di un’impugnazione davanti al Consiglio di Giustizia Amministrativa per poi abbandonare la via legale senza fornire spiegazioni.

Il confronto in aula con i consiglieri è apparso parziale: c’è chi ha rivendicato il voto favorevole difendendo l’equilibrio tra spiagge libere e aree in concessione, chi ha scaricato l’attuazione sugli uffici e chi, abbandonando l’aula, ha tentato di far venir meno il numero legale. Ma questo dibattito non può sostituire la voce e le responsabilità di chi governa la città.

Lo sguardo, ora, deve rivolgersi al futuro del litorale pozzallese. L’unica scadenza certa è quella del 30 settembre 2027, termine entro il quale dovranno essere espletate le nuove procedure di affidamento delle concessioni previste dalla normativa nazionale. Sullo sfondo rimane l’ipotesi di una proroga di sei anni per le regioni colpite dagli eventi calamitosi del ciclone Harry: uno scenario che potrebbe incidere sull’accesso ai finanziamenti per la ricostruzione, ma che, allo stato, non offre certezze giuridiche.

In ogni caso, il PUDM dovrà essere profondamente aggiornato e Pozzallo non può permettersi di arrivare a quell’appuntamento decisivo senza una guida amministrativa chiara, presente e trasparente.