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Attualità

Ragusa e le scuole del centro storico: "Edifici vetusti e classi ghetto, così non va"

Il Pd solleva il caso dopo una serie di sopralluoghi e chiede interventi urgenti

01 Luglio 2026, 18:31

18:40

Podimani, Calabrese, Chiavola

I consiglieri Podimani, Calabrese e Chiavola

“Nel centro storico di Ragusa superiore esiste una questione scolastica che non può più essere ignorata. Edifici vetusti, spazi inadeguati, cantieri aperti e una concentrazione abnorme di alunni provenienti da contesti migratori descrivono una realtà grave, che rischia di svuotare il diritto allo studio”.

A denunciarlo è la Segreteria cittadina del Partito Democratico di Ragusa, dopo i sopralluoghi effettuati nel mese di giugno dai consiglieri Peppe Calabrese, Giuseppe Podimani e Mario Chiavola, insieme al segretario Riccardo Schininà, nei plessi “Paolo Vetri”, “Francesco Crispi”, “Ecce Homo” e “Cesare Battisti”.

Abbiamo verificato direttamente le condizioni degli edifici in cui bambini e ragazzi trascorrono una parte fondamentale della giornata. Il quadro è preoccupante: strutture datate, ambienti poco adeguati, lavori in corso o ancora in progettazione e scuole che spesso sembrano cantieri permanenti più che luoghi sicuri”.

Per il PD, tuttavia, il nodo non è esclusivamente legato all’edilizia. “In alcune scuole del centro storico si registra una concentrazione massiccia di alunni provenienti da contesti migratori, ben oltre le indicazioni ministeriali del 2010 sul limite ordinario del 30% per classe. Siamo davanti a un fenomeno che ha i tratti della ghettizzazione scolastica. Non è integrazione: è il segno di un sistema che permette l’esistenza di scuole di serie A e scuole di serie B. Non possiamo accettare che nel cuore di Ragusa esistano scuole percepite come destinate quasi esclusivamente ai figli delle famiglie migranti, mentre altri istituti diventano, di fatto, luoghi frequentati prevalentemente dagli studenti ragusani. Questa separazione non è neutra, non è casuale e non è inevitabile. È il risultato di assenza di programmazione, mancanza di coraggio amministrativo e incapacità di affrontare il tema con strumenti adeguati”.

La Segreteria dem riconosce “il lavoro straordinario di dirigenti, docenti e personale scolastico”. E precisa: “Non si può scaricare sulla scuola il peso di una questione sociale, urbanistica e politica che riguarda la città”.

Comune, istituzioni scolastiche, Ufficio scolastico provinciale e soggetti competenti affrontino subito la situazione – dichiara in particolare Schininà – perché servono scelte chiare su distribuzione degli alunni, edilizia scolastica, sostegno linguistico e servizi educativi. Ragusa non può permettersi scuole che separano invece di unire”.