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Scicli e il futuro di Chiafura e Colle San Matteo, Riccotti: "Rischiamo di perdere una occasione storica"

La consigliera comunale del Pd stigmatizza i ritardi e sollecita risposte urgenti

09 Luglio 2026, 00:31

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Scicli e il futuro di Chiafura e Colle San Matteo, Riccotti: "Rischiamo di perdere una occasione storica"

La consigliera comunale Caterina Riccotti (Pd)

Il destino di uno dei luoghi più identitari e straordinari di Scicli è approdato al centro del confronto politico. La consigliera comunale del Partito Democratico, Caterina Riccotti, ha depositato un’interrogazione formale per chiarire i gravi slittamenti che stanno paralizzando l’iter di riqualificazione del complesso rupestre di Chiafura e del Colle San Matteo.

Nel mirino, in particolare, le lentezze nella procedura di affidamento dei servizi di progettazione e della direzione dei lavori.

L’iniziativa della rappresentante dem mira a scuotere l’amministrazione su una ferita aperta del territorio.

Da anni, infatti, l’accesso all’agglomerato rupestre e al Colle San Matteo è precluso sia ai residenti sia ai visitatori.

La città attende da troppo tempo che questo luogo le venga restituito — ha dichiarato Caterina Riccotti —. Chiafura e San Matteo continuano a essere privi della necessaria fruibilità, senza che sia mai decollato un reale percorso di valorizzazione. È una situazione non più accettabile per quello che rappresenta uno dei complessi rupestri più interessanti e significativi dell’intera provincia di Ragusa”.

Il programma di interventi non nasce dal nulla: è il risultato di un articolato lavoro istituzionale condotto in sinergia tra il Comune di Scicli e la Soprintendenza ai Beni Culturali di Ragusa, formalizzato attraverso una convenzione.

Tale percorso ha consentito l’inserimento di Chiafura nel sistema monumentale e archeologico del Parco di Kamarina–Cava d’Ispica, a riprova dell’altissimo valore storico, paesaggistico e culturale del sito.

L’operazione, oggi frenata dalle pastoie amministrative, non si limita al recupero del quartiere rupestre, ma guarda a una vera rigenerazione del Colle San Matteo, con l’obiettivo di restituirne piena fruibilità e avviare un concreto processo di valorizzazione.