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Debiti fuori bilancio in consiglio comunale a Ragusa, Firrincieli: "Nessun rispetto per l'aula"
L'esponente dell'opposizione chiarisce le ragioni per cui si è astenuto dal voto nonostante l'importante del punto da esitare
Le recenti sedute del Consiglio comunale hanno messo in evidenza criticità che l’opposizione considera non eludibili. L’approvazione dei debiti fuori bilancio iscritti alla lettera A – provvedimenti che l’aula è tenuta a riconoscere e che nessuno ha mai contestato – è giunta soltanto alla terza convocazione, dopo due riunioni finite senza esito.
“Il debito era legittimo e doveva essere approvato, nessuno ha mai negato questa evidenza”, sottolinea il consigliere Sergio Firrincieli. “La nostra assenza al voto non è stata un venir meno al senso di responsabilità, ma la conseguenza di un comportamento istituzionale che riteniamo irrispettoso verso il Consiglio comunale”.
Firrincieli ricorda che già nella precedente adunanza era emersa una prescrizione del collegio dei revisori dei conti ritenuta “inedita” o comunque mai posta all’attenzione in passato. “Proprio per questo avevamo chiesto di rinviare la seduta e convocare nuovamente i revisori, affinché ci fornissero le spiegazioni necessarie”.
Alla ripresa dei lavori, martedì, i revisori però non si sono presentati. “Ho chiesto al presidente del Consiglio se avesse comunicato loro la necessità della presenza, se avesse chiesto una giustificazione per l’assenza e se avesse verificato che fossero stati informati del rinvio precedente. Non abbiamo ricevuto risposte chiare”.
Nel corso del dibattito è stato precisato che i revisori non hanno un obbligo formale di partecipare alle sedute, ma sono tenuti a garantire assistenza e collaborazione al Consiglio. “Riteniamo che questo principio sia venuto meno. Non comprendiamo le ragioni di un’assenza che ormai è diventata una consuetudine, soprattutto quando si discutono materie delicate come i debiti fuori bilancio”, afferma Firrincieli.
“Senza spiegazioni da parte dei revisori, si aprono inevitabilmente dubbi e supposizioni: mancanza di controllo, omissioni, responsabilità amministrative? Anche il sindaco, nel suo intervento fuori sacco, che il regolamento non prevedeva, ha inevitabilmente avanzato ipotesi”.
Il consigliere rimarca come, durante la discussione, si sia insistito molto sul senso di responsabilità dei consiglieri, ma poco – se non nulla – su quello dei revisori dei conti. “La cosa che ci ha ferito maggiormente è stata la mancanza di rispetto verso il Consiglio comunale. A puntuali sollecitazioni rivolte al presidente del Consiglio e al sindaco non sono arrivate risposte adeguate, come se il Consiglio fosse chiamato soltanto a ratificare atti senza avere il diritto di comprenderne le motivazioni”.
La decisione di abbandonare l’aula prima del voto, puntualizza, è stata una scelta politica precisa. “Non siamo usciti per mancanza di responsabilità, ma perché chi ha il dovere di far rispettare il Consiglio comunale non si è preoccupato di farlo”, dichiara Firrincieli.
“Il presidente del Consiglio e il sindaco non hanno garantito il rispetto dovuto all’organo consiliare. In queste condizioni, non potevamo avallare un metodo che svilisce il ruolo del Consiglio e impedisce ai consiglieri di esercitare pienamente le proprie funzioni”.
E conclude ribadendo un principio per lui imprescindibile: “Il debito fuori bilancio era legittimo e doveva essere approvato, ma il Consiglio comunale non può essere considerato come un semplice organismo passacarte. Difendere la dignità dell’aula significa difendere la trasparenza e la correttezza dell’azione amministrativa”.