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Modica Alta e il mistero sui portoni storici del palazzo nobiliare

Il consigliere comunale Paolo Nigro ha presentato una interrogazione: ecco perché

16 Luglio 2026, 02:05

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Modica Alta e il mistero sui portoni storici del palazzo nobiliare

I portoni storici del palazzo nobiliare e il mistero segnalato da Nigro

Modica Alta, riflettori accesi sul restauro di un prestigioso palazzo nobiliare ottocentesco, ormai in fase conclusiva grazie ai finanziamenti del PNRR.

Sul cantiere, però, si apre un caso politico sollevato dal consigliere comunale della lista "Siamo Modica", Paolo Nigro, che chiede chiarimenti sulla sorte dei portoni storici dell’edificio. Nel mirino finiscono i due ingressi collocati tra via Asmara e piazza San Giovanni.

Da una verifica esterna e dalle segnalazioni di diversi residenti emergerebbe la rimozione delle ante originali in legno scolpito e intarsiato, coeve alla costruzione, sostituite da nuovi serramenti in castagno dal disegno non conforme alla foggia originaria. Una scelta che suscita forti perplessità, trattandosi di un bene vincolato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali.

«È imprescindibile – sottolinea Nigro – che il restauro di un immobile di pregio avvenga nel pieno rispetto delle norme di tutela».

Il consigliere ha depositato un’interrogazione urgente indirizzata al sindaco, all’assessore ai Lavori Pubblici e al dirigente competente, sollecitando risposte immediate.

In primo luogo chiede dove siano custoditi i vecchi portoni e ne invoca il recupero con formale presa in carico da parte dell’architetto Fabio Bellaera, dirigente del Settore Patrimonio, per scongiurare il rischio che siano stati confusi con i materiali di risulta. L’obiettivo è la catalogazione e il deposito in condizioni di sicurezza all’interno dello stabile, in vista di un futuro restauro e della loro ricollocazione ab origine.

L’atto ispettivo affronta anche i profili procedurali: Nigro domanda aggiornamenti puntuali sull’avanzamento rispetto al cronoprogramma, l’eventuale introduzione di varianti in corso d’opera, l’esecuzione dei collaudi previsti dalla normativa e la rendicontazione dei fondi pubblici impiegati.

Capitolo finale, la destinazione d’uso: la cittadinanza attende conferme sull’effettiva trasformazione del palazzo in "Casa delle Associazioni e Centro di Aggregazione Culturale", come indicato dal progetto originario PNRR, e chiarimenti sul piano dell’Amministrazione per la gestione e la messa in esercizio dell’immobile una volta consegnati i lavori.