Politica
Modica e la giunta Monisteri, si dimettono gli assessori Drago e Antoci
"Scelta irrevocabile, non ci saranno ripensamenti"
All’indomani dell’azzeramento dell’esecutivo annunciato dal sindaco Maria Monisteri, gli assessori hanno rassegnato le dimissioni.
Con una nota congiunta, gli ormai ex componenti della Giunta Antonio Drago e Tino Antoci hanno ufficializzato la fine della loro esperienza amministrativa e la volontà di non far parte del nuovo esecutivo comunale.
Nel documento spiegano di aver lasciato l’incarico “per evitare qualsiasi fase di stallo amministrativo” e permettere al primo cittadino di procedere con rapidità alla nomina della nuova squadra.
Una decisione definita “irrevocabile”, già comunicata in via informale al sindaco e maturata, sottolineano, “con senso di responsabilità e nel pieno rispetto delle prerogative istituzionali”.
“Non ci sono più le condizioni” per proseguire il percorso politico-amministrativo intrapreso negli ultimi anni, si legge ancora nel comunicato.
Gli ex assessori rivendicano i risultati conseguiti, ricordando di aver interpretato il ruolo come un servizio alla collettività e non come una funzione da difendere ad ogni costo.
Da qui il passo indietro, compiuto con l’obiettivo di garantire la continuità dell’azione amministrativa e consentire all’Amministrazione comunale di proseguire il proprio cammino senza incertezze.
Nel testo non mancano i ringraziamenti al sindaco per la fiducia accordata, ai dirigenti e ai dipendenti comunali, ai colleghi amministratori e a quanti hanno collaborato durante il mandato.
Gli ex componenti dell’esecutivo si dicono convinti che il lavoro svolto costituisca un patrimonio per la città, destinato a produrre ricadute positive anche in futuro.
Rivolgono infine un augurio di buon lavoro a chi sarà chiamato a raccogliere il testimone, auspicando che i progetti già avviati vengano portati avanti con la medesima attenzione e dedizione.
La nota si chiude con la certezza di aver sempre anteposto l’interesse della comunità a quello personale, lasciando l’incarico “con la serenità di chi ha operato con correttezza istituzionale fino all’ultimo giorno del mandato”.