×

Politica

"L'unità del centrodestra in provincia di Ragusa si conquista giorno dopo giorno e non solo alla vigilia delle elezioni"

La riflessione di Angelo Galifi, imprenditore e politico già candidato a sindaco di Ispica, che interviene nel dibattito di queste ore

29 Agosto 2026, 10:43

"L'unità del centrodestra in provincia di Ragusa si conquista giorno dopo giorno e non solo alla vigilia delle elezioni"

L'imprenditore e politico ibleo Angelo Galifi

Riaffiora con decisione, nel dibattito politico provinciale, il tema della compattezza del centrodestra. A rilanciarlo è Angelo Galifi, imprenditore e già candidato sindaco a Ispica per l’area conservatrice, che in una nota articolata invita a spostare lo sguardo oltre le polemiche contingenti, verso una prospettiva più ampia e strategica per l’intera coalizione.

Galifi prende le mosse dal dibattito degli ultimi giorni, in cui diversi esponenti hanno evocato la necessità di un centrodestra unito, citando proprio Ispica quale esempio di frattura. Una chiave di lettura, secondo lui, riduttiva.

Ispica non può diventare il capro espiatorio di una situazione più ampia”, afferma, ricordando che la frammentazione non è nata lì: si era già manifestata alle elezioni del Libero Consorzio comunale di Ragusa, quando la Democrazia Cristiana scelse un proprio candidato contrapposto a quello sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e da componenti civiche.

Rivendicando il lavoro svolto come referente provinciale del Mpa, Galifi ricorda l’impegno profuso per la costruzione di un progetto unitario, sul modello delle provinciali, quando favorì la nascita e la condivisione della lista civica “Voce Comune”, con l’adesione anche di alcuni sindaci civici della provincia, a sostegno di Maria Rita Schembari.

Dalle urne ispicesi, osserva, è arrivato un messaggio inequivocabile: le divisioni non pagano. Da qui l’invito a un’assunzione di responsabilità collettiva, senza caccia ai colpevoli né narrazioni che isolino un territorio come simbolo di un fallimento.

Il cuore della sua analisi è netto: la coesione non si improvvisa alla vigilia del voto, ma si costruisce lungo tutto il ciclo amministrativo e politico. Cinque anni di governo o di opposizione dovrebbero essere il terreno su cui coltivare dialogo, rispetto reciproco, pari dignità tra i partiti e capacità di sintesi tra sensibilità diverse. Solo così, insiste, si arriva alle urne con una coalizione credibile e compatta.

Un esempio virtuoso, per Galifi, è proprio quello del Libero Consorzio, dove il centrodestra ha saputo convergere sulla candidatura di Maria Rita Schembari, dimostrando che la sintesi è praticabile quando prevale la volontà politica. “Se è stato possibile lì, dobbiamo chiederci perché non lo sia stato a Ispica”, osserva, invitando a trasformare la domanda in una riflessione utile per il futuro, non in un pretesto per riaprire ferite.

Lo sguardo va ai prossimi appuntamenti elettorali: rinnovo del Parlamento nazionale, Assemblea Regionale Siciliana e amministrative a Vittoria, Pozzallo, Scicli e altri comuni. È qui che, secondo Galifi, il centrodestra dovrà dimostrare di saper stare insieme, presentare programmi credibili e garantire pari dignità a tutte le sue componenti.

Il modello da seguire è quello delle esperienze di buon governo, in particolare a livello regionale, dove identità differenti convivono dentro una visione comune. Da qui l’appello ai dirigenti: confrontarsi, parlarsi e cercare soluzioni condivise sempre, non solo a ridosso delle elezioni.

Non servono recriminazioni sul passato. Di temi che possono unire la politica a beneficio del nostro territorio ce ne sono: dalla sanità alle infrastrutture, dai collegamenti viari alla crisi economica degli enti locali. Su questi temi ci si deve confrontare; non possiamo continuare a parlare di divisioni e di mancata unità. Serve una nuova stagione politica”, conclude Galifi, ribadendo che l’unità è un lavoro quotidiano, paziente e costante, non uno slogan da agitare in campagna elettorale.

L’esponente riconosce, infine, che i partiti del centrodestra dispongono delle qualità e dell’intelligenza necessarie per cogliere l’attuale svolta, anche in chiave di ricambio generazionale. In Sicilia, gli impulsi arrivano dai partiti nazionali, che hanno affidato la guida commissariale anche a figure giovani ma esperte, con l’obiettivo di alimentare dialogo e confronto e sanare definitivamente le vecchie ferite. Perché, conclude, i siciliani chiedono buon governo, condivisione e unità, respingendo la logica del “divide et impera”.