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La denuncia

Le polveri di cemento a Isola, crescono i timori per la salute e il caso torna a Roma

Lunedì tavolo tecnico con sindaci, Arpa e Asp. Pressing per analisi permanenti

03 Ottobre 2026, 10:17

Le polveri di cemento a Isola, crescono i timori per la salute e il caso torna a Roma

La polvere “sporca” torna a far discutere e, dopo mesi di segnalazioni e richieste di controlli, il caso delle ricadute registrate tra Isola delle Femmine e Capaci approda a un nuovo tavolo tecnico. L’appuntamento è fissato per lunedì al Dipartimento regionale dell’Ambiente, presenti Arpa Sicilia, Asp, Città Metropolitana, i sindaci dei Comuni interessati e le aziende del comparto produttivo locale. Al centro del confronto la relazione di Arpa sui campionamenti già effettuati, l’analisi dei possibili fattori di rischio, nuove campagne di monitoraggio e una strategia comune.

«Finalmente istituzioni e soggetti competenti si siederanno allo stesso tavolo per affrontare un problema che non può essere ignorato», ha detto Mario Giambona, deputato del Pd all’Ars, che nelle scorse settimane aveva risollevato il caso. Ricorda poi che dalle analisi di Arpa è emersa la «natura cementizia delle polveri» e chiede ora «chiarezza, ulteriori verifiche e un monitoraggio adeguato del territorio».

Sul caso interviene anche Daniela Morfino, deputata del Movimento 5 Stelle e capogruppo in commissione Ambiente alla Camera, che ha annunciato un’interrogazione ai ministri dell’Ambiente e della Salute. «I ripetuti episodi di ricadute di polveri non sono un fenomeno da sottovalutare», afferma chiedendo controlli immediati per verificare anche eventuali conseguenze sulla salute.

Morfino sottolinea inoltre che le centraline Arpa misurano particelle fino a 10 micrometri, mentre quelle depositate al suolo potrebbero essere più grandi e quindi non essere intercettate dal sistema, aspetto già emerso in passato. Da qui la richiesta di una caratterizzazione chimica, mineralogica e granulometrica delle polveri, di un monitoraggio permanente e indipendente nelle aree residenziali e scolastiche e di una valutazione dei possibili rischi sanitari. «Il tavolo tecnico del 5 ottobre rappresenta un primo passo, ma non deve trasformarsi in una passerella istituzionale», conclude la parlamentare.