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Vittoria, Artini: "Si cosa ri stari 'n campagna". E il sindaco Aiello lo riprende

"Il lavoro degli agricoltori merita rispetto. Consiglio comunale luogo delle istituzioni e non delle offese"

07 Ottobre 2026, 10:20

10:32

Vittoria, Artini: "Si cosa ri stari 'n campagna". E il sindaco Aiello lo riprende

L'intervento di Artini in consiglio comunale

Forte presa di posizione del sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, dopo l’episodio avvenuto ieri sera nell’aula consiliare: durante un intervento, il consigliere Salvatore Artini, rivolgendosi a un esponente dell’Amministrazione, ha pronunciato l’espressione dialettale “si cosa ri stari ’n campagna”. A prescindere dalle circostanze, il primo cittadino ha ritenuto doveroso ribadire il valore e la dignità del comparto agricolo, che non può essere ridotto a strumento di dileggio.

“L’agricoltura non è un lavoro qualsiasi per Vittoria: è una parte fondamentale della sua storia e, per intere generazioni, è stata il vero motore economico della città e del territorio. È attraverso il lavoro quotidiano di migliaia di agricoltori, di intere famiglie che per decenni hanno coltivato la terra, affrontato sacrifici, investito nelle proprie aziende e tramandato da una generazione all’altra conoscenze e competenze, che Vittoria ha costruito una parte importante della propria identità e della propria ricchezza. Dietro ogni azienda agricola ci sono storie familiari, anni di lavoro, sacrifici e una cultura del fare che appartiene profondamente alla nostra comunità. L’agricoltura ha dato lavoro, reddito e dignità a intere generazioni di vittoriesi, contribuendo alla crescita della città e sostenendo nel tempo un intero sistema economico fatto di produzione, commercio, trasporti, lavorazione e servizi. Ancora oggi rappresenta una componente essenziale dell’economia del territorio e merita di essere guardata con rispetto e riconoscenza.”

Secondo Aiello, impiegare “la campagna” e l’attività agricola come epiteto spregiativo non solo manca di rispetto a chi continua a operare nei campi, ma ferisce la memoria e l’identità collettiva della comunità. “Non è accettabile – continua il Sindaco Aiello – che il lavoro degli agricoltori possa essere utilizzato come espressione offensiva o denigratoria all'interno dell'Aula consiliare. Il lavoro, qualunque esso sia, merita rispetto”. Il sindaco ha quindi richiamato il ruolo dell’Assise civica quale sede del confronto politico, che può essere anche serrato, ma sempre ancorato al rispetto istituzionale e personale. “Il Consiglio comunale – aggiunge Aiello – è l’organo rappresentativo della comunità cittadina, il luogo nel quale si confrontano posizioni diverse e nel quale ciascun consigliere esercita una funzione pubblica. Proprio per questo le parole pronunciate in quell’Aula hanno un peso diverso da quelle pronunciate in qualsiasi altro contesto. Si può dissentire, si può criticare, si può essere anche molto duri nel confronto politico, ma non si può svilire il lavoro e la dignità delle persone”.

Alla Presidenza del Consiglio comunale, ha ricordato il primo cittadino, spetta garantire il corretto andamento dei lavori e il rispetto delle regole del confronto istituzionale. “Mi sarei aspettato – conclude il Sindaco – un richiamo immediato a mantenere il confronto entro i limiti del rispetto che l’Aula consiliare impone. Non lo dico per alimentare una polemica, ma perché ritengo che il decoro delle istituzioni debba essere responsabilità di tutti. Nessuno, qualunque sia il proprio ruolo politico, può pensare che all’interno del Consiglio comunale tutto sia consentito. Quell’Aula appartiene alla città e rappresenta tutti i cittadini. Per questo deve essere il luogo del confronto, delle idee e delle decisioni, non quello delle offese o della mortificazione del lavoro e della dignità delle persone”.