Politica
Vittoria, Fiore contro Aiello: “Il sindaco ha sempre snobbato il Consiglio comunale. Così si svuotano le istituzioni”
Si surriscaldano ancora di più gli animi dopo la pirotecnica seduta di ieri sera
Duro affondo della presidente del Consiglio comunale di Vittoria, Concetta Fiore, nei confronti del sindaco Francesco Aiello, al centro di una nuova polemica istituzionale che rischia di inasprire ulteriormente i rapporti tra Palazzo Iacono e l'aula consiliare.
Fiore respinge le accuse che le sarebbero state rivolte dal primo cittadino, secondo cui il presidente del Consiglio avrebbe oltrepassato i limiti del proprio ruolo assumendo atteggiamenti autoritari e intransigenti. Una lettura che la presidente considera paradossale alla luce del comportamento tenuto dall'amministrazione comunale fin dall'inizio della legislatura.
"Quando un sindaco accusa il presidente del Consiglio comunale di comportarsi da sovrano o di scavalcare le proprie competenze, ma è lo stesso sindaco ad avere inaugurato uno stile di governo accentrato e poco incline al confronto, si crea un evidente cortocircuito istituzionale", sostiene Fiore.
La presidente dell'assemblea cittadina punta il dito contro quello che definisce un progressivo indebolimento del ruolo del Consiglio comunale. "Dal primo giorno del suo insediamento, il sindaco Aiello ha sostanzialmente snobbato il Consiglio comunale, relegandolo a un ruolo marginale e mostrando scarsa disponibilità al confronto con l'organo democraticamente eletto per rappresentare la città".
Nel mirino anche il linguaggio utilizzato dal primo cittadino durante gli ultimi scontri politici. Per Fiore si tratta di toni incompatibili con il ruolo istituzionale ricoperto. "Il linguaggio che esprime il primo cittadino è deprimente e caratterizzato da un basso garbo istituzionale. La dialettica politica non può trasformarsi in scontro personale né può essere alimentata da atteggiamenti che finiscono per degradare il confronto democratico".
Secondo la presidente del Consiglio, il rischio è quello di trasformare il dibattito amministrativo in una continua prova di forza. "Se il presidente del Consiglio si veste di sovranità, si corre il rischio di paralizzare o politicizzare l'aula. Ma se questo avviene come reazione a un sindaco che accentra ogni decisione, il Consiglio comunale diventa inevitabilmente il terreno di uno scontro muscolare anziché il luogo del confronto e della discussione sui problemi della città".
Una situazione che, secondo Fiore, finisce per penalizzare direttamente i cittadini. "Trasformare il confronto sui problemi di Vittoria in una gara su chi sia più sovrano svuota di significato le istituzioni locali e allontana l'attenzione dalle questioni reali che interessano la comunità. A pagarne le conseguenze sono l'efficienza amministrativa e i cittadini".
Nelle sue riflessioni, la presidente richiama infine alcuni comportamenti che, a suo dire, testimoniano il livello di tensione raggiunto nei rapporti istituzionali, facendo riferimento anche a episodi che avrebbero visto il sindaco perdere la calma durante il confronto politico.
Parole che segnano un nuovo capitolo dello scontro interno alla maggioranza e che confermano un clima politico sempre più teso all'interno del Comune di Vittoria, dove il confronto tra amministrazione e Consiglio comunale appare ormai lontano dai binari della normale dialettica istituzionale.