Il caso
Debiti e concordato, l'on. Assenza rompe il silenzio: “Mai privilegi, difenderò il mio nome e la mia famiglia”.
Il deputato regionale dice la propria dopo l'inchiesta pubblicata sul Fatto quotidiano
Tiene banco nel Ragusano il caso che vede protagonista il politico comisano Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea regionale siciliana, finito al centro dell'attenzione mediatica dopo un articolo pubblicato dal Fatto Quotidiano sulla sua situazione debitoria e sul concordato omologato dal Tribunale di Ragusa.
La vicenda riguarda una complessa esposizione debitoria maturata negli anni e affrontata attraverso una procedura prevista dalla normativa sul sovraindebitamento. Secondo quanto riportato, il piano approvato consentirà al parlamentare di soddisfare i creditori attraverso un percorso definito dall'autorità giudiziaria, evitando la liquidazione del patrimonio e permettendo la prosecuzione dell'attività professionale. Tra gli immobili citati nella ricostruzione giornalistica vi è anche un'abitazione situata a Punta Secca, nelle immediate vicinanze della celebre casa resa famosa dalla fiction del commissario Montalbano.
L'articolo evidenzia inoltre come il Tribunale abbia ritenuto il concordato economicamente più conveniente rispetto all'alternativa liquidatoria, con un piano che coinvolge non soltanto il debito fiscale ma anche le posizioni verso altri creditori. Nella stessa ricostruzione viene riportata la tesi difensiva di Assenza, che attribuisce l'origine delle difficoltà economiche a una controversia con il Fisco iniziata diversi anni fa.
Di fronte alla vasta eco suscitata dalla notizia, il deputato comisano ha deciso di intervenire direttamente con una dura presa di posizione.
«Io, il "Capo di FdI" non ho salvato la casa sulla spiaggia di Montalbano», esordisce Assenza, contestando l'impostazione delle ricostruzioni giornalistiche apparse nelle ultime ore.
Il parlamentare respinge con decisione ogni ipotesi di corsie preferenziali o vantaggi derivanti dal proprio ruolo politico. «Non ho mai usato l’attività politica per trarne vantaggi. Al contrario, per dedicarmi alla buona e onesta politica, ho in parte sacrificato la mia professione di avvocato, rinunciando ad incarichi e opportunità, con evidenti conseguenze anche sulla mia situazione economica e familiare. Se questa è una colpa, me ne assumo tutta la responsabilità».
Assenza afferma di non avere mai immaginato di dover rendere conto pubblicamente di questioni personali e finanziarie che considera estranee all'attività politica. Allo stesso tempo sottolinea di non avere nulla da nascondere e ribadisce di avere fatto ricorso a uno strumento previsto dalla legge.
«Ho attivato, senza scorciatoie o privilegi di sorta, al pari di migliaia di altri imprenditori e professionisti in tutta Italia, la procedura disciplinata dalla legge e valutata positivamente dagli organi preposti. Di cosa dovrei giustificarmi?».
Nel suo intervento il capogruppo di Fratelli d’Italia all'Ars attacca inoltre il contenuto dell'articolo pubblicato dal quotidiano nazionale, contestando l'utilizzo di espressioni che, a suo dire, descriverebbero in maniera non corretta la vicenda.
«L’articolo è infarcito di termini assolutamente errati e allude a presunte inesistenti connivenze con l’abusivismo edilizio. Ma di questo parleremo a breve nelle sedi opportune».
Infine, il deputato comisano rivendica la propria correttezza personale e professionale, annunciando battaglia contro quelle che ritiene accuse infondate.
«Accetto ogni critica politica, ma non la diffusione di falsità e insinuazioni lesive della mia reputazione. Non permetterò a nessuno di infangare la mia onestà, la mia dignità e quelle della mia famiglia».
Una vicenda che continua ad alimentare il dibattito politico e mediatico in Sicilia e che nelle prossime settimane potrebbe conoscere ulteriori sviluppi, anche alla luce delle iniziative che lo stesso Assenza ha lasciato intendere di voler intraprendere a tutela della propria immagine.