Furti in casa, la nuova mappa del rischio in Italia e le difese delle famiglie
Furti in casa in aumento: dove colpiscono di più, come cambiano le contromisure tecnologiche e assicurative e perché l'estate è il momento più a rischio
La sicurezza tra le mura domestiche resta uno dei temi che gli italiani percepiscono con maggiore sensibilità. I numeri più recenti aiutano a capire perché. Secondo l'indice della criminalità elaborato da Lab24, il laboratorio di data journalism del Sole 24 Ore sui dati del Ministero dell'Interno, nel 2025 sono state denunciate in media 248,88 denunce di furti in abitazione ogni 100.000 abitanti, un valore in crescita rispetto alle 234,95 dell'anno precedente.
Il dato delle denunce, inoltre, fotografa soltanto una parte del fenomeno, perché una quota consistente di episodi, soprattutto quelli che si chiudono con un bottino modesto, non arriva sempre a una denuncia formale, il che lascia intendere che la diffusione reale sia superiore a quella registrata. La casa, che per le famiglie rappresenta il principale bene su cui si è investito nel corso della vita, diventa così il centro di una domanda crescente di protezione, sia fisica sia economica.
Dove il furto in abitazione si concentra di più
La classifica per densità di reato riserva più di una sorpresa, perché a guidarla si trova un gruppo di province medie del Centro e del Nord, lontane dalle grandi aree metropolitane. In testa si colloca Pisa, con 541,86 denunce ogni 100.000 abitanti, un valore che supera il doppio della media nazionale e che conferma la provincia toscana in prima posizione senza variazioni rispetto all'anno precedente. Alle sue spalle si dispone un blocco quasi interamente settentrionale, con Como (452,09), Monza e Brianza (449,22) e Padova (432,51), seguite da Firenze, Perugia e Verona in una fascia molto ravvicinata attorno alle 420 denunce ogni 100.000 abitanti.
A raccontare la dinamica del fenomeno, più ancora dei valori assoluti, sono gli spostamenti in graduatoria rispetto al 2024. Il balzo più marcato è quello di Rovigo, che avanza di ventinove posizioni, seguito da Varese con sedici posizioni guadagnate e da Padova con dodici, segnale di un peggioramento che interessa soprattutto il Nord tra Veneto e Lombardia. Al Centro si muove nella stessa direzione Perugia, in salita di quattordici posizioni, mentre in controtendenza restano soltanto Firenze e Verona, che arretrano rispettivamente di tre e una posizione. La concentrazione del rischio nelle province a forte densità abitativa e a reddito medio elevato si spiega con più fattori che agiscono insieme: un numero elevato di abitazioni che possono custodire beni di valore, una rete di collegamenti stradali che rende rapida la fuga dopo il colpo e la diffusione di zone residenziali con villette e case indipendenti, più esposte rispetto agli appartamenti ai piani alti perché offrono più punti di accesso e una sorveglianza del vicinato meno stretta.
Come cambia la difesa della casa, dalla domotica alla vigilanza connessa
Alla crescente percezione del rischio le famiglie rispondono adottando soluzioni sempre più innovative per proteggere la casa. Tra le più adottate del momento ci sono gli impianti di vigilanza connessa, ormai il riferimento delle famiglie che vogliono una risposta pronta all'intrusione. Sulla stessa scia cresce il ricorso alla videosorveglianza da remoto e ai sensori perimetrali su porte e finestre, oggi presenti in una quota sempre più ampia di abitazioni.
Accanto ai sistemi di allarme si è diffusa con rapidità la domotica applicata alla sicurezza, entrata tra le contromisure più richieste in vista dei periodi di assenza prolungata. Le luci programmabili, le tapparelle motorizzate e la gestione degli impianti da remoto sono passate in pochi anni da soluzioni di nicchia a dotazioni ordinarie di molte case, soprattutto tra le famiglie che si assentano a lungo per lavoro o per le vacanze.
A sostenere questa corsa sta contribuendo anche il Bonus Sicurezza, l'agevolazione fiscale che per tutto il 2026 consente di detrarre il 50% della spesa sostenuta sulla prima abitazione, entro un tetto di 96.000 euro e con pagamento tracciabile. L'incentivo ha reso l'aggiornamento della sicurezza domestica una scelta alla portata di un numero crescente di famiglie.
Quando la difesa fisica non basta: la protezione del patrimonio
La difesa tecnologica abbassa la probabilità di un'intrusione, ma nessun sistema la elimina del tutto, perché un ladro determinato e attrezzato può comunque riuscire a superare gli ostacoli. Da questa consapevolezza nasce l'esigenza, sempre più diffusa tra le famiglie, di affiancare alla prevenzione un modo per contenere il danno economico quando il furto va comunque a segno. A rispondere a questa esigenza intervengono le polizze casa, la cui copertura si costruisce in modo modulare, aggiungendo le singole garanzie in funzione del valore dei beni conservati in casa e del profilo di rischio del territorio in cui si vive.
Tra le garanzie più richieste che si attivano in caso di effrazioni di malintenzionati c'è senza dubbio la Garanzia Furto del Contenuto, che risarcisce la sottrazione del mobilio e dell'arredamento custoditi in casa. Naturalmente, le casistiche coperte possono variare in base alle diverse compagnie assicurative. Per farci un'idea più chiara, prendiamo a riferimento la polizza casa di Verti, uno dei prodotti più interessanti attualmente sul mercato. Questa compagnia online che fa riferimento al Gruppo MAPFRE, infatti, propone una garanzia che permette di tutelarsi in caso di furto del mobilio e dell'arredamento, di beni di valore come pellicce, argenteria, quadri e oggetti d'arte, dei danni provocati dagli atti vandalici commessi dai ladri durante il colpo e delle spese necessarie a riparare i locali danneggiati dall'effrazione, dalle porte forzate agli infissi divelti.
L'estate, la stagione in cui le case vuote diventano un bersaglio
Alla dimensione geografica del fenomeno se ne aggiunge una stagionale, perché i furti in abitazione non colpiscono in modo uniforme lungo tutto l'anno. I mesi estivi, e agosto in particolare, concentrano storicamente la quota più alta di colpi messi a segno nelle case, dato che durante le ferie le abitazioni restano vuote per settimane e l'assenza prolungata degli occupanti offre ai ladri finestre di azione ampie e prevedibili.
La partenza per le vacanze coincide così con il momento di massima esposizione, un rischio che alcune abitudini possono involontariamente amplificare, come la condivisione in tempo reale dei propri spostamenti sui canali online, che segnala a un osservatore esterno quando la casa resterà incustodita.
Arrivare preparati a questo appuntamento permette di ridurre la probabilità che l'effrazione avvenga e di contenere le conseguenze sul patrimonio familiare, nel caso in cui dovesse invece verificarsi.