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Sport, inclusione e memoria: a Ragusa il 4° Trofeo Nuccio Cappadona

Dodici le squadre che hanno partecipato alla kermesse non agonistica di calcio a cinque

09 Ottobre 2026, 09:07

09:10

Sport, inclusione e memoria: a Ragusa il 4° Trofeo Nuccio Cappadona

I rappresentanti istituzionali al trofeo Cappadona

Una giornata all’insegna di festa, sport, solidarietà e inclusione nel nome di Nuccio Cappadona. Ieri mattina il Campo Biazzo di Ragusa ha ospitato la quarta edizione del Trofeo a lui intitolato, trasformandosi in un luogo di incontro in cui il risultato sul campo ha lasciato spazio soprattutto alla condivisione e al valore dello stare insieme. Dodici le squadre al via del torneo non agonistico di calcio a cinque, con la partecipazione di numerosi pazienti e operatori delle strutture del Gruppo Cappadona e di altre realtà attive nella salute mentale in provincia di Ragusa.

Tra queste, una compagine del Dsm di Modica e una formazione mista composta dall’Ambulatorio di Vittoria e dal Dsm di Ragusa, integrata da utenti della Cooperativa Antares. Sugli spalti molti ragazzi, a testimonianza di una manifestazione capace di coinvolgere mondi e generazioni diverse. Ad aggiudicarsi il quarto Trofeo Nuccio Cappadona è stata la squadra NK Marina-San Giorgio, al termine di una mattinata nella quale, oltre la classifica, hanno prevalso i valori dell’inclusione e della partecipazione. L’evento, patrocinato dal Comune di Ragusa e inserito tra le iniziative della Giornata Mondiale della Salute Mentale, ha visto la presenza, tra gli altri, del vicesindaco di Ragusa Giovanni Giuffrida, dell’assessore comunale allo Sport Simone Digrandi e del direttore amministrativo dell’ASP di Ragusa Massimo Cicero.

In campo anche i Lions di Ragusa, con una propria squadra, mentre sugli spalti hanno seguito le gare gli studenti dell’Istituto Magistrale “G.B. Vico” di Ragusa. Cuore della giornata, il riconoscimento del valore dello sport come strumento di cura e riabilitazione: l’attività fisica diventa occasione per costruire legami, favorire la socializzazione, abbattere barriere e accompagnare le persone verso una maggiore autonomia e una partecipazione piena alla vita della comunità. Un messaggio condiviso da istituzioni e operatori presenti. Ma il Trofeo è stato soprattutto l’occasione per rinnovare il ricordo di Nuccio Cappadona, scomparso prematuramente nel 2019. Imprenditore che ha segnato profondamente la sanità privata siciliana, è stato ricordato per la capacità di innovare e di immaginare un modello in cui qualità dell’assistenza e centralità della persona fossero pilastri imprescindibili. A raccoglierne l’eredità sono oggi le figlie Giulia e Gloria Cappadona, rispettivamente presidente e vicepresidente del Gruppo Cappadona, entrambe presenti insieme alla madre Claudia.

Una giornata inevitabilmente carica di emozione per la famiglia, ma vissuta soprattutto nel segno della continuità dei valori che hanno ispirato l’azione di Nuccio Cappadona. La quarta edizione del Trofeo ha così unito memoria e prospettiva: il ricordo dell’imprenditore si è intrecciato con le immagini dei pazienti in campo, degli operatori al loro fianco, dei ragazzi sulle tribune e delle istituzioni presenti. Perché lo sport, come più volte sottolineato durante la manifestazione, può diventare parte integrante del percorso di cura: insegna a fare squadra, a rispettare le regole, a confrontarsi con gli altri e, soprattutto, a sentirsi parte di una comunità.